Fosso bergamasco

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Fosso bergamasco

Covo, porta di confine - foto Natale Pescali

Il Fosso Bergamasco è l'antico confine tra due Stati pre-unitari: il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. La sua costruzione è ancora oggi oggetto di studio anche se appare verosimile ipotizzare che fu tracciato tra il 1263 (con la pace di Cortenuova) e il 1285 (statuti del castello di Mozzanica). Come tutti i confini politici subisce alternate vicende: arretramenti e avanzamenti. La sua stesura finale è del 1570 quando viene definitivamente stabilito il tracciato che comincia dalle cosidette "Bocche del Brembo" in territorio di Brembate Sotto, percorre la campagna tra Canonica D'Adda, Pontirolo Nuovo, Boltiere, Arcene, Treviglio, prosegue per Brignano, Spirano, Pagazzano,Castel Liteggio (Cologno sul Serio), Caravaggio, Morengo, Bariano, Fornovo San Giovanni e si immette nel Serio nei pressi dell'abitato di Mozzanica. Riprende quindi quindi la sua corsa qualche chilometro più a sud, diramandosi dalla sinistra orografica del Serio dopo il centro abitato di Fara Olivana. Dopo aver delimitato il territorio comunale di Romano di Lombardia, si indirizzava verso nord-est, passando a nord di Covo e Calcio, per poi congiungersi con il fiume Oglio utilizzato come confine naturale tra la provincia orobica e quella di Brescia nei pressi della cascina Motta. L'appellativo di "bergamasco" deriva direttamente dal fatto che lo scavo fu eseguito interamente in territorio bergamasco. Nulla poteva essere rivendicato dai milanesi: ne le acque di scolo, ne gli alberi o i frutti cresciuti spontaneamente sulle sue rive. Legata al fosso vi era la triste pratica del brigantaggio favorito dall'impunità reciproca che i malviventi potevano godere nell'uno e nell'altro Stato: tale delittuosa pratica, per decenni infestò le aree prossime al fosso che a lungo ne ebbero a soffrire. I malfattori furono chiamati "saltafosso". Tutto ebbe fine con l'arrivo degli Austriaci che seppero portare ordine e tranquillità alle popolazioni prossime al "confine di Stato". Tale condizione durò pochi decenni: nel 1796 le armate vittoriose di Napoleone entrarono a Milano spingendosi fino a Venezia e il fosso perse il suo ruolo di confine politico. Oggi è un modesto vallo che segna il termine della giurisdizione diocesana di Bergamo, Milano e Cremona, voluta nel 1786.