Il parco dei Fontanili e dei Boschi

Lurano e Pognano

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Il parco dei Fontanili e dei Boschi

Mantide, foto Giancarlo Ubiali

Il parco locale di interesse sovracomunale è stato istituito nel 1993 ed è gestito da un consorzio formato dai comuni di Lurano e Pognano. Il Parco è situato in un ambito di transizione tra l'alta pianura asciutta e la bassa pianura irrigua. L'area si colloca all'interno della fascia delle risorgive, nel suo settore più settentrionale ed è caratterizzata da terreni agricoli solcati da una complessa rete di canali che originano da dieci fontanili circondati da interessanti lembi di bosco. I fontanili sono gli elementi che maggiormente caratterizzano il Parco, sia per il loro valore storico-culturale, sia per il corredo naturalistico dato dalla vegetazione arborea e arbustiva che ne circonda le teste e le aste. Il territorio del Parco è suddiviso in tre zone: l'area di riserva, che include gli ambiti a maggiore pregio ambientale, l'area agricola di rispetto e l'area agricola di tutela. Sono presenti all'interno del Parco le seguenti risorgive: Preòsta, Müseta, Rampazzone (Ügiù), Cento Tubi, Fontane Nöe, San Giuseppe e altri. Le polle sono tutte costituite da semplici tubi di ferro bucherellati, ad eccezione del Fontane Nöe, dove i tubi terminano con caratteristici cappellotti. L'altezza della falda e la portata dell'acqua dei fontanili ha subito negli ultimi decenni notevoli variazioni. La portata d'acqua è comunque strettamente correlata all'intensità delle precipitazioni atmosferiche. Il sistema dei boschetti del Parco comprende cinque nuclei principali, situati in prossimità delle teste dei fontanili Preòsta, Rampazzone, Cento Tubi, San Giuseppe e Fontane Nöe. In questi lembi di bosco, seppur ridotti nella superficie e alterati dai continui interventi dell'uomo, si possono riconoscere alcuni aspetti del bosco planiziale che caratterizzava nel passato estesi ambiti della pianura. Le ceduazioni frequenti hanno favorito l'insediamento della robinia e del platano che risultano dominanti a livello dello strato arboreo. Accanto ad essi si trovano esemplari di farnia, ontano nero, acero di monte, pioppo nero, acero campestre, carpino bianco e alcuni frassini. La composizione dello strato arbustivo annovera specie quali il nocciolo, il sambuco, la sanguinella e l'olmo campestre; presenti, seppure con minore frequenza, i biancospini, il cappel del prete, la frangola, il pallon di neve e il pruno selvatico.
I boschetti sono infine ricchi di specie nemorali come la pervinca, l'anemone dei boschi, la scilla, il sigillo di Salomone, l'aglio orsino e il campanellino di primavera. Numerosi i canali alberati e le siepi ancora presenti all'interno del Parco, che contribuiscono a caratterizzare questo ambito territoriale rispetto al resto della pianura circostante. I campi coltivati sono intersecati da un sistema irriguo costituito da numerose canalette e dalle aste di deflusso dei fontanili, bordate da siepi e filari alberati tra cui compaiono specie quali la robinia, il gelso bianco, il pioppo nero, il noce, i salici e il platano, ai quali si affiancano la sanguinella, il nocciolo e il biancospino tra gli arbusti.