Il parco della Geradadda

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Il parco della Geradadda

Valle del Lupo, foto Carlo Cefis

Il Parco è situato nella pianura occidentale della Provincia di Bergamo, tra il Fiume Adda e la ferrovia Bergamo-Treviglio. L'area si estende a nord tra il confine del Comune di Pontirolo Nuovo e quello di Brembate (in corrispondenza della presa della Roggia Nuova e Roggia Vecchia in sponda sinistra del Fiume Brembo), mentre a sud coincide con il confine tra i Comuni di Casirate d'Adda e Arzago d'Adda. Il Parco possiede due diramazioni: all'estremità nord del Comune di Pontirolo, e ad est dell'abitato di Arcene sino a sud-ovest dell'abitato di Ciserano. Tale forma è dovuta al fatto che sul territorio sono presenti numerosi centri abitati spesso collegati tra loro da propaggini insediative dovute al fenomeno dell'espansione urbanistica degli ultimi decenni. La morfologia del Parco non è uniforme ma caratterizzata da altimetria variabile dovuta alla presenza del corso del Fiume Adda e del Fiume Brembo. L'area del Parco presenta una complessa morfologia, con diversi livelli pianeggianti e scarpate da cui ammirare vasti panorami. Tutto ciò è dovuto alla presenza del Fiume Adda e degli altri corsi d'acqua che, a partire dal Pleistocene, hanno creato depositi fluvio-glaciali e in seguito, a partire dall'Olocene, hanno iniziato ad inciderli in maniera sempre più profonda creando vari ordini di terrazzamenti. La presenza di questi terrazzamenti morfologici è particolarmente importante perché è proprio qui che si conservano le aree a maggiore naturalità e i residui ambiti boscati. Con le bonifiche agrarie operate dall'uomo si è in seguito consolidato un paesaggio rurale "semi-naturale” dove è comunque visibile il complesso reticolo irriguo secondario.
 
Il Parco in effetti presenta una consistente rete idrografica, con numerose rogge che ne percorrono il territorio: le rogge Vailata, Brembilla, Moschetta, Vignola, Melzi e il Canale Morletta sono solo alcune tra le più conosciute. Vi è poi la presenza di un fontanile nel Comune di Pontirolo Nuovo denominato "Fontanone” e di un altro, sempre nel medesimo Comune, non più attivo denominato "Pisadura”. Essendo un'area a vocazione prettamente agricola, la presenza della vegetazione è condizionata dal mantenimento dagli appezzamenti coltivati. La residuale presenza di siepi e filari testimonia l'importanza assunta dall'agricoltura nell'economia di questa zona. Oggi, le siepi e i filari fanno da contorno unicamente a parte degli appezzamenti agricoli. Nell'area del Parco sono presenti inoltre alcune aree boscate di estensione variabile e origine diversa, residui di un antico bosco planiziale che ricopriva vaste zone della Pianura Padana. Si ricordano ad esempio il "Bosco del Becal” e il "Bosco di Badalasco” in Comune di Fara Gera d'Adda con presenza, accanto all'esotica Robinia, di specie arboreee autoctone come la farnia, l'olmo campestre, il frassino, il pioppo nero, il carpino bianco e l'acero campestre. L'attività predominante, a livello naturale, è la coltivazione del mais e dei cereali autunno-vernini finalizzata, gran parte, all'alimentazione del bestiame allevato nelle aziende agricole zootecniche presenti nell'area. Ampi appezzamenti sono pure gestiti a prato, in forma stabile o in rotazione sempre legati al sostegno delle attività zootecniche. Una delle aree più belle e selvagge del parco è la "Valle del lupo" si trova a nord di Treviglio, posta nell'ultimo tratto comunale della roggia vailata accanto a via Canonica all'altezza di Castel Cerreto. Vi è situato un ponticello in pietra che in antichità serviva a collegare Castel Cerreto e Fara Gera d'Adda. In tale area sono stati rinvenuti dei reperti di origine romana Sino al 1830 circa era popolata da lupi.