Itinerari del Parco Adda nord

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Itinerari del Parco Adda Nord

 

L'alzaia che costeggia il fiume Adda all'interno del territorio del Parco Adda Nord, che si estende da Lecco a Truccazzano, è tutta percorribile a piedi e in bicicletta.
Passeggiando o pedalando lungo il fiume, o i navigli che lo costeggiano in alcuni tratti, si può assaporare la tranquillità della natura, scoprire la flora del Parco, composta prevalentemente da salici arbustivi e bianchi, ontani neri, castagni, roveri, carpini o imbattersi in animali caratteristici dell'ambiente fluviale, come la folaga, il cigno, la gallinella d'acqua o il martin pascatore.
Le gite all'interno del Parco Adda Nord non sono però solo di carattere naturalistico: nei comuni del consorzio sono presenti monumenti di pregio e anche lungo il fiume è possibile osservarne alcuni, come le centrali idroelettriche, i ponti, i canali del naviglio, opere di ingegneria idraulica progettate da Leonardo da Vinci.
Il territorio del Parco comprende appunto l'ecomuseo Adda di Leonardo, un museo a cielo aperto che si estende su dieci comuni (Imbersago, Villa d'Adda, Robbiate, Paderno d'Adda, Cornate d'Adda, Trezzo sull'Adda, Vaprio d'Adda, Canonica d'Adda, Fara Gera d'Adda, Cassano d'Adda) che conservano sul loro territorio le tracce del genio leonardesco.

 

PERCORSI TEMATICI

 

Paesaggi e natura

Un’incredibile varietà di ambienti naturali tra il Parco Adda Nord e i PLIS del Monte Canto e Beseco e del Basso Corso del Fiume Brembo
Come fosse un libro, la valle dell’Adda ci racconta una storia lunga centinaia di migliaia di anni; la grande varietà di paesaggi e di ambienti naturali presenti tra il lago e la pianura è dovuta all’azione modellante dei ghiacciai nella parte più settentrionale, a quella del fiume nella parte meridionale. Durante l’ultima glaciazione i ghiacciai, oggi limitati a pochi lembi residui in zone di alta montagna, coprivano un’estensione ben maggiore, arrivando quasi alle porte di Milano. Le grosse “lingue” glaciali che, scendendo dalle Alpi, invadevano la pianura, lasciarono come traccia del loro passaggio, oltre alle valli che si sarebbero trasformate nei grandi laghi prealpini (Maggiore, Como, Iseo e Garda), enormi ammassi di detriti: le colline chiamate “morene”. Una delle testimonianze più evidenti di questo processo è il “ceppo dell’Adda”, la roccia di origine glaciale che caratterizza il paesaggio del fiume fino all’altezza di Trezzo, utilizzata fino al secolo scorso come pregiato materiale da costruzione. All’altezza di Paderno l’Adda si in uno spettacolare canyon di ceppo, la Forra d'Adda, Monumento Naturale del Parco Adda Nord: perfino Leonardo ne fu affascinato al punto da studiarlo, misurarlo, disegnarlo nei codici e ritrarlo sullo sfondo della Vergine delle rocce. Un altro residuo dell’era glaciale è il lago di Sartirana, un bacino di origine morenica dichiarato Riserva Naturale della Regione Lombardia e Sito di interesse comunitario (SIC). Altre due zone umide di grande importanza per l’avifauna sono state dichiarate SIC: il lago di Olgiate, un vasto specchio d’acqua immediatamente a sud del lago di Lecco, e la cosiddetta "palude di Brivio", ovvero la grande zona acquitrinosa formata dall’Isola della Torre e dall’Isolone del Serraglio. Su una superficie di 265 ettari il fiume ha creato svariati habitat ideali per gli uccelli palustri: dai saliceti di ripa ai canneti e cariceti, dalle alnete, tipici boschi igrofili di ontano nero, ai pioppeti che danno ospitalità alle garzaie, i nidi collettivi degli aironi. A sud di Trezzo – dove è possibile visitare la riserva naturale "Le Foppe", una ex cava di argilla oggi Oasi WWF – il paesaggio assume i caratteri della tipica morfologia fluviale: l’alveo si allarga, si snoda in ampie curve, forma rami secondari e lanche, come quella di Groppello, riserva naturale. Nella rete ecologica del Distretto Bioculturale dell’Adda si connettono al Parco Adda Nord i PLIS (Parco Locale di Interesse Sovraccomunale) ) “Monte Canto e Bedesco” e “Basso corso del fiume Brembo”. Il Monte Canto è un monte “orfano” perché staccato dalla catena delle Prealpi bergamasche, dalla quale è separato dalla Valle San Martino che ha come epicentro Pontida. E’ il primo rilievo montuoso che si incontra risalendo dalla pianura la sponda orientale del fiume Adda. Composto prevalentemente da arenarie e da conglomerati, è ricoperto da boschi e castagneti sul versante nord, mentre a sud vi sono coltivi e alcuni vigneti. Affluente dell’Adda all’altezza del villaggio Crespi, il fiume Brembo ha invece un carattere torrentizio e irruente e costruisce un paesaggio caratterizzato da forre e rive scoscese. Sotto il villaggio operaio di Crespi d’Adda Il suo corso si immette in Adda.
 

Alla scoperta di Leonardo  

Durante il Rinascimento, il Ducato di Milano fu uno degli stati tecnologicamente e culturalmente piú avanzati nell’Italia delle Signorie: questo era dovuto principalmente al complesso sistema di canali artificiali che fin dall’epoca romana irrigava la pianura milanese, rendendola uno dei territori più fertili d’Europa. Su questo fitto reticolo di navigli, canali, rogge e roggiole si svilupparono l’industria e i commerci: l’acqua forniva energia per mulini, filande e filatoi, folle da carta, fucine; ed era via di comunicazione per il trasporto di merci e persone dalla Valtellina e dalla Svizzera verso Milano: a presidio furono costruiti caselli daziari come la  Casa della Camera Regia di Vaprio d’Adda. Il canale della Muzza, che porta le acque dell’Adda da Cassano d’Adda alla campagna lodigiana fu costruito nel 1220; il Naviglio Piccolo o della Martesana, da Trezzo sull’Adda a Milano, fu completato nel 1457.
Le acque dell’Adda e del Ticino entravano in Milano attraverso la fossa interna dei navigli, il Tombone di San Marco e la Darsena di Porta Ticinese: sulle loro sponde sorgevano molteplici attivitá; industriali.
Leonardo soggiornó a Milano per due lunghi periodi: dal 1482 al 1500 e ancora dal 1506 al1512. L’amicizia con il nobile milanese Girolamo Melzi lo condusse spesso nella residenza di campagna della famiglia, a Vaprio d’Adda, dove prese come suo allievo il figlio Francesco che lo avrebbe accompagnato fino alla morte in Francia, ereditandone i codici. Durante i suoi soggiorni lungo le rive del fiume, Leonardo condusse studi ed esperimenti per il suo trattato “Delle Acque” e ritrasse i paesaggi del medio corso dell’Adda: il fiume tra Monasterolo e Trezzo (Windsor, Royal Library), la Martesana e il promontorio di Concesa (Windsor, Royal Library), il traghetto  ("porto") tra Vaprio e Canonica (Windsor, Royal Library) praticamente identico a quello tutt’oggi funzionante a Imbersago, il castello di Trezzo (ne disegnò la pianta), la Forra D'Adda – con il famoso scorcio dei Tre corni, (li dipinse nello sfondo della Vergine delle Rocce e, forse, della Monna Lisa). Concepì e progettò migliorie e aggiornamenti tecnologici per le chiuse idrauliche (che furono dette da allora “conche vinciane”), progettò il Naviglio di Paderno per collegare il lago di Como con la cittá di Milano (Codice Atlantico).

Percorso di archeologia industriale

Le rive dell’Adda ospitano da secoli mulini, ruote idrauliche, canali di derivazione, opifici mossi dal fluire delle acque: a Vaprio fin dal 1700 era in funzione una “folla da carta”, trasformatasi nella cartiera A. Binda &C. (1868). Molto comuni erano le filande che sfruttavano la coltivazione del baco da seta, attività integrativa nell’economia della famiglia contadina, diventata poi interamente sostitutiva del lavoro nei campi. Rimangono a testimoniare la loro capillare diffusione: la filanda Abegg a Garlate (1841, oggi Museo della seta); a Brivio, la filanda Molinazzo (1776) e il filatoio Toffo, mulino seicentesco; ad Abbadia Lariana, il setificio Monti (1818, oggi Museo Civico); a Vaprio il vellutificio Velvis , già Sioli dell’Acqua (1838); a Sotto il Monte la filanda Fumagalli (1902); a Osio Sotto la filanda della Rasica (metà 1800), fino a giungere ai grandi insediamenti tessili, come il Linificio Canapificio Nazionale (1873) di Fara Gera d'Adda  e di Cassano d'Adda. Il fiume ha svolto un ruolo di primo piano nell’industrializzazione della Lombardia; l’industria idroelettrica ha preso il suo avvio alla fine dell’800 con la costruzione delle centrali per la produzione di energia e il funzionamento degli opifici a cui erano collegate (la centrale della cartiera Binda di Vaprio, la “Rusca” del Linificio Canapificio Nazionale di Fara Gera d’Adda e quella di Crespi per l’opificio tessile e il villaggio operaio).Le maggiori centrali, che sono la "Bertini" del 1898, la "Taccani" del 1906, la "Esterle" del 1914 e la "Semenza" del 1917, tuttora funzionanti, si dimostrano anche monumenti, architettonicamente rappresentativi, quasi delle “cattedrali dell’energia”, testimoni di uno sviluppo economico rispettoso della bellezza e dell’ambiente.I due monumenti più rappresentativi rimangono comunque il ponte di Paderno (1889), una delle opere ingegneristiche più ardite dell’epoca, paragonabile alla Tour Eiffel, e il villagio Crespi (1878), esempio unico al mondo di company town come testimoniato dall’UNESCO che nel 1995 lo ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità.

Circuito autareno

Il percorso proposto parte dal casello idraulico al servizio del Naviglio Martesana sito a Groppello, località di Cassano d'Adda, facilmente raggiungibile con il treno (linea ferroviaria Milano - Venezia) e la metropolitana (linea verde Gessate). Il nome groppello deriva dal termine germanico krop che significa gobba, altura, posizione sopraelevata sull'altipiano prospiciente il territorio della Geradadda.  In prossimità del casello idraulico si incontra la Conca di navigazione, simile nell'impianto a tutte le altre conche del Martesana: poco più avanti, sulla destra, merita attenzione la villa arcivescovile voluta dal Cardinale Borromeo come luogo di cura per ecclesiastici. Proseguendo lungo la strada alzaia si raggiunge il "Salto del gatto" dove le acque del canale Villoresi entrano in parte nell'Adda ed in parte nella Martesana tramite un opera in gradoni e sottopassi. Più avanti la diga dell'Italcementi sbarra il corso del naviglio creando un piccolo invaso in prossimità della centrale. In territorio di Vaprio d'Adda si incontra il Vellutificio Visconti, il più antico monumento industriale tra quelli rimasti ancora visibili lungo l'Adda. Il corpo centrale a quattro piani, tipico esempio di architettura industriale a sviluppo verticale, è caratterizzato da una imponente torre merlata e da due torrette agli angoli del lato corto dell'edificio.Sempre proseguendo sull'alzaia del naviglio si può ammirare la Casa del Custode delle Acque, la Regia Camera di Vaprio d'Adda che sorge tra il Naviglio Martesana e l'alveo del fiume Adda, in una posizione strategica per controllare i flussi di merci e viaggiatori e riscuoterne i dazi. Alzando lo sguardo, a sinistra, sul poggio di Vaprio, si può osservare la villa Visconti, riconoscibile per un tondo con lo stemma del nobile casato milanese, e la Villa Melzi d'Eril, nota per aver ospitato, tra il 1506 ed il 1513, Leonardo da Vinci.In questo punto si abbandona la strada alzaia e si percorre il Pons Aureoli, poi si scende verso il fiume per seguire l'alzaia della roggia Vailata, che ci porta fino all'ex chiesa di S. Anna. Poco più avanti si incontra un altro sbarramento del fiume, la diga di Sant'Anna, dal quale parte il canale del Linificio Canapificio Nazionale necessario ad alimentare la centrale idroelettrica del Linificio stesso. Si prosegue, quindi, lungo il canale per arrivare al villaggio operaio di Fara Gera d'Adda con i suoi palass fatti costruire per gli operai e le sue villette realizzate per gli impiegati, l'asilo, la cooperativa di consumo, la fabbrica ed il convitto appena ristrutturato. Si attraversa la Piazza Roma e si incontra la Basilica Autarena edificata alla fine del VI secolo.  Superato il centro storico del paese si arriva ancora all'Adda che si attraversa percorrendo una passerella in legno e ferro realizzata nel 1890 in sostituzione di un traghetto prima e di un ponte di barche poi. Il ponte supera il canale del Linificio e l'Adda, un altro ponte supera il canale dell'Italcementi e si giunge in località Pignone.Risalendo lungo una strada asfaltata, ma sempre inibita al traffico veicolare, si giunge a Groppello al punto di partenza dell'itinerario.

Castelli e Rocche

Fortificazioni lungo la storica frontiera del fiume
L’Adda ha storicamente avuto una importante funzione strategica. Soprattutto nel suo medio corso, tra Lecco e Cassano, ha rappresentato una vera e propria frontiera: via per chi calava da nord come conquistatore, ostacolo per gli eserciti che si rincorrevano nella piana padana. Non è un caso che dal 223 a.C.(data della battaglia tra Romani e Insubri) gli scontri armati si siano svolti quasi sempre nelle vicinanze dei guadi: Cassano, Vaprio, Canonica, Trezzo, Cornate. Immediatamente dopo il periodo medievale, con l’Italia delle Signorie, l’Adda diventò un confine di stato tra i più rigidi e stabili: quello tra il Ducato di Milano e la Repubblica della Serenissima, che durò circa 400 anni. Anche se i secoli successivi videro alternarsi fra le parti il controllo del fiume e scorrerie di capitani di ventura senza scrupoli, il confine resistette più o meno intatto fino alla fine del 1700. Sulle sponde del fiume si avvicendarono i domini dei Visconti (che ne fecero una formidabile linea difensiva), degli Sforza (che portarono il Ducato ad essere l’ago della bilancia della politica italiana e una tra le corti europee più raffinate), dei francesi.
A questi ultimi si sostituirono gli spagnoli durante la Guerra dei Trent’anni, con i Lanzichenecchi imperiali che discendevano periodicamente il corso del fiume portando con sé distruzioni, saccheggi e anche il contagio della peste. Per questo l’Adda veniva chiamato “Camino del Imperio”. Agli spagnoli, pessimi amministratori, seguirono gli austriaci (interrotti solo dalla parentesi napoleonica alla fine del ‘700) che portarono pace, sviluppo tecnologico ed economico. La natura di frontiera dell’Adda ha favorito la costruzione di fortificazioni (dall’accampamento romano di Pontirolo sulla via militaris per Aquileia ai castra medievali fortificati dell’Isola Bergamasca) e di punti di passaggio obbligato: porti (a Brivio, Trezzo, Vaprio), ponti (dal Pons Aureoli  romano di Canonica d'Adda ai ponti viscontei di Lecco, di Trezzo e di Cassano), traghetti (come quello “leonardesco” di Imbersago) e numerosi castelli: la Rocca dell'Innominato  a Vercurago; il castello del Lavello a Calolziocorte e quello di Brivio posto a difesa del porto e del guado; il castello Colleoni a Solza; il castello di Marne; i castelli viscontei di Trezzo e di Cassano.
 

Itinerario

 

Concesa - Cassano d'Adda 

Il percorso inizia dal Santuario della Divina Maternità con l'annesso convento dei Carmelitani Scalzi di Concesa (1642) ai piedi di uno sperone roccioso a picco sul fiume sopra il quale si trova la sede del parco dell'Adda nord, Villa Gina, costruita nel 1855 sui ruderi di un castello da Paolo Bassi, che prese a modello la villa Fontallerta nei pressi di Firenze. Si costeggia il naviglio della Martesana (navigabile da Concesa fino a Vaprio nei mesi estivi, per info www.visitadda.com) osservando oltre la flora e la fauna del fiume, la ruota del mulino di Villa Castelbarco e la cartiera Binda, ormai dismessa. All'altezza del ponte che collega Vaprio a Canonica d'Adda  si può osservare Villa Melzi d'Eril, nobile edificio rinascimentale che fu dimora di Leonardo da Vinci tra il 1506 al 1513. Si attraversa la strada asfaltata, continuando a seguire il canale del Naviglio Martesana. Si giunge così a Groppello, frazione di Cassano d'Adda, con il suo caratteristico "Rudun". Proseguendo sulla pista ciclabile si raggiunge il centro di Cassano: qui segnaliamo villa Borromeo, edifico settecentesco e perla del neoclassicismo lombardo e il castello costruito nel IX secolo, che domina l'argine del canale Muzza, che risale a prima dell'anno Mille.

Concesa - Crespi d'Adda

 Si parte da Concesa, frazione di Trezzo sull'Adda, e in particolare dal Santuario della Divina Maternità con l'annesso convento dei Carmelitani Scalzi. Si attraversa il canale del Naviglio della Martesana, che qui ha la sua origine e che nei mesi estivi è possibile navigare fino a Vaprio, e il fiume Adda percorrendo una passerella che fu costruita per facilitare l'accesso al villaggio degli operai. Si gira a destra e si percorre la strada asfaltata che costeggia il canale di deviazione dell'acqua che alimenta la centrale idroelettrica dello stabilimento di Crespi.
Si giunge così al villaggio operaio dichiarato dal 1995 patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Esso fu fondato dall'industriale cotoniero Cristoforo Benigno Crespi che attorno al cotonificio creò  un villaggio a misura d'uomo che nella sua strutturazione rispecchiava le gerarchie all'interno dell'azienda. Il complesso risente di notevoli influssi anglosassoni sia nell'impostazione urbanistica sia nella tipologia abitativa. 
E' possibile visitare il villaggio operaio attraverso un'audioguida teatralizzata, che vi farà scoprire la vita di questo paesino negli anni 20 in maniera sicuramente non convenzionale. 
Per info sulle audioguide visitate il sito www.visitadda.com o telefonate allo 02/92273118.

 

Trezzo sull'Adda - Porto d'Adda

 Dal centro di Trezzo si prende la via Valverde che scende al fiume attraversando il vecchio borgo medievale che, in posizione sopraelevata rispetto al castello, ripropone la struttura del "castrum" romano. 
Il parco del Castello è aperto tutti i giorni, per visitare anche l'interno ci sono visite guidate organizzate dalla Pro Loco di Trezzo.
La stessa Pro Loco organizza, la prima domenica di ogni mese, le visite guidate alla centrale Taccani, un bellissimo monumento di archeologica industriale in stile liberty, che vi troverete sulla destra appena giunti al fiume. 
Costeggiando l'argine potrete osservare la flora e la fauna fluviale e giungere così a Porto d'Adda, frazione del comune di Cornate, dove si incontrano altre due centrali idroelettriche, anch'esse funzionanti. La prima è la Esterle, che con i suoi 24.720 chilowatt è la più potente delle centrali del medio corso dell'Adda. Più avanti si incontra la centrale  Bertini, inaugurata nel 1898 per rifornire di energia elettrica Milano. Entrambe sfruttano la forza dell'acqua del Naviglio di Paderno, osservabile con il suo sistema di chiuse appena dopo. Lo si costeggia fino al un ponticello, dove inizia la scalinata che porta al piccolo e caratteristico Santuario della Madonna della Rocchetta.

 

Solza - Calusco d'Adda 

Il percorso comincia dal nucleo abitativo di Solza nel quale è possibile ammirare l'impianto medievale reso evidente dai ruderi del castello dove, attorno al 1400, da Paolo Colleoni e Riccadonna de' Vavassori di Medolago, nacque Bartolomeo Colleoni, uomo d'armi e figura di riferimento per tutta l'Isola Bergamasca. Ai Colleoni il paese di Solza legò il suo maggior splendore e la sua fortuna, che fu seguito faide e saccheggi.

 

Paderno d'Adda - Porto d'Adda

L'itinerario parte dal celebre ponte in ferro di Paderno, denominato San Michele,  monumento dell'architettura industriale risalente alla fine del XIX secolo che con i suoi 150 metri rappresenta un unicum storico in Lombardia. 
Nelle vicinanze del ponte, si imbocca la strada asfaltata che, passando accanto al monumento degli Alpini, scende al fiume. Attraverso l'Alzaia che corre tra la sponda boscosa ed il fiume, si giunge ad una chiusa nei pressi della diga Poiret, nelle cui vicinanze si può visitare la chiesa dell'Addolorata.
Ci si imbatte poi nell'incile del Naviglio di Paderno, progettato da Leonardo. La chiusa dalla quale ha origine questo canale è reso celebre in particolar modo dalla sua presenza nel Codice Atlantico.
Allontanandosi dal fiume si giunge al santuario della Madonna della Rocchetta dal quale lo sguardo può spaziare sui luoghi cari a Leonardo e che, secondo alcuni, sono stati d'ispirazione al Maestro per gli sfondi paesaggistici di tele quali La Gioconda e la Vergine delle Rocce.

 

Da Leonardo all'Unesco 

Dal traghetto leonardesco, unico rimasto dei cinque presenti fino al secolo scorso, dalla sponda bergamasca di Villa d'Adda si segue il sentiero che verso sud costeggia il fiume. Arrivati ad uno spiazzo erboso il sentiero sale verso sinistra e giunge in località Catello, ad una vecchia cascina da poco restaurata. In questa frazione è possibile inoltre visitare l'ex chiesa di Sant'Andrea Apostolo in Catello, compiuta nel 1469: al suo interno si segnalano pregevoli affreschi, stucchi e 46 sepolture.

 

Imbersago - Arlate

 L'itinerario inizia al traghetto di Imbersago, progettato su disegni di Leonardo Da Vinci, che consente il transito fra le opposte sponde del fiume attraverso un ingegnoso meccanismo. Da qui, seguendo la strada in salita, si giunge all'incrocio con la strada provinciale che arriva da Merate. All'incrocio, si gira a destra e subito dopo si sale a destra lungo la strada che conduce alla chiesa romanica dei SS. Colombano e Gottardo, eretta nell'XI secolo, in frazione Arlate di Calco. La presenza del monastero, domicilio dei benedettini cluniacensi, contribuì all'espansione del villaggio già favorito dalla vicinanza dell'Adda e situato in un punto di facile guado.

Pescate - Brivio

L'itinerario parte da Pescate, paese tra lago e monte, racchiuso tra il Parco del Monte Barro e il Parco Adda Nord. Questi luoghi così suggestivi furono descritti dal Manzoni ne "I promessi sposi": chi si sofferma a guardare il lago e l'opposta sponda ha davanti a sé uno scenario fantastico, che il Manzoni appunto definì "uno dei più belli del mondo…" con il suo monte Resegone "dai molti suoi cocuzzoli in fila" e con i suoi unici tramonti. Costeggiando il lago si raggiunge Garlate, la cui principale attrattiva è rappresentata dal Museo civico della Seta Abegg. Gli Abegg furono uno delle più importanti famiglie d'imprenditori svizzeri ce realizzarono sul territorio diversi opifici. La lavorazione della seta infatti fu una delle principale risorse economiche della provincia di Lecco fino agli anni Trenta del Novecento.
Per volontà di questa famiglia di industriali nel 1953 venne realizzato questo museo, primo in Italia dedicato all'archeologia industriale.

 

Pescarenico - Calolziocorte  

"E' Pescarenico una terricciola, sulla riva sinistra dell'Adda, o vogliam dire del Lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la più parte da pescatori, e addobbate qua e là di tramagli e di reti tese ad asciugare..." (Alessandro Manzoni, " I Promessi Sposi"). Si parte dal villaggio di Pescarenico, unico luogo lecchese citato esplicitamente nei Promessi Sposi. Nel '600 era il villaggio abitato dalle famiglie che detenevano il diritto di esercitare la pesca nel tratto dell'Adda tra i due laghi di Lecco e Garlate, ricchissimo di pesci. Piazza Era è la piazza principale del quartiere, punto di approdo delle barche dei pescatori (fonte Apt Lecco). Consigliamo inoltre di visitare l'antico borgo, la piazza San Cristoforo e l'ex convento dei Padri Cappuccini del 1576, di cui rimane solo la chiesa, divenuta la parrocchiale del borgo. Arrivati a Calolziocorte si può invece visitare il santuario della Beata Vergine del Lavello (XV secolo) e il Giardino Botanico.

 

 

 

         

 

 Informazioni turistiche

  • Per maggiori informazioni sui servizi turistici, noleggio biciclette, gite a cavallo, audioguide consulta il sito  www.visitadda.com
  • L'Adda  è navigabile per cui è possibile visitarlo anche via fiume per informazioni sulle modalità, orari, etc.. clicca qui.
  • Per maggiori informazioni sui punti di noleggio biciclette, orari e tariffe .. clicca qui