Itinerari del parco Adda sud

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Itinerari del Parco Adda Sud

Segnaletica lungo il fiume Adda

Percorsi ciclabili del Parco Adda Sud
Nel Parco Adda Sud si segnalano diversi itinerari ciclabili e percorsi naturalistici, e sono individuati su strade sterrate, asfaltate e tratti di sentiero preesistenti. Sono alla portata di tutti i cicloturisti con un minimo di esperienza e in grado di percorrere distanze dell'ordine dei 30 chilometri con biciclette adatte a fuori strada non particolarmente impegnativi. I percorsi sono collegati tra di loro avendo in comune i ponti sul fiume Adda per cui è possibile sbizzarrirsi collegando tra di loro più itinerari.
 

PERCORSI A TEMA

 

Sentiero delle Libellule 

Il sentiero delle libellule si snoda lungo la Morta della Badia situata nel Comune di Abbadia Cerreto e viene così chiamato proprio per la notevole presenza di varie specie di libellule facilmente osservabili.
Il percorso interamente in terra battuta, è stato pensato essenzialmente per scolaresche sebbene può essere apprezzato da qualsiasi tipo di visitatore. Nella realizzazione del sentiero, si è fatta attenzione a consentire la fruibilità di persone disabili, mantenendo una larghezza costante del percorso e addolcendo i dislivelli eccessivi. Si sono resi sicuri, tramite parapetti, anche i punti critici del tragitto, quali il punto d’osservazione sullo specchio d’acqua e l’attraversamento dei canali presenti. La Morta presenta al suo interno un’isola la quale, essendo difficilmente raggiungibile e caratterizzata dalla presenza di alcuni alberi ad alto fusto come Cerro, Pioppo Ibrido, Salice bianco e Ontano nero, si rende idonea per l’insediamento di una garzaia. Nella Morta si possono asservare anche la Garzetta, l'Airone Cinerino, il Germano Reale e la Gallinella d'acqua

 

Sentiero della Biodiversità

Nel territorio del Parco Adda Sud tra i comuni di Lodi e Cavenago d’Adda si trova la Lanca di Soltarico, la più lunga d’Italia. Durante la piena del fiume Adda nel 1976 in località Casellario il fiume ha rettificato il suo percorso con un salto di meandro, originando una lanca di 7 chilometri di lunghezza, che si sta evolvendo verso un progressivo interramento ed è collegata al fiume.In passato le zone umide sono state fortemente ridotte attraverso le bonifiche e un meticoloso controllo idraulico necessario per l’irrigazione dei coltivi.Oggi si cerca di gestire in modo corretto le zone umide rimaste, per evitare il loro naturale e progressivo prosciugamento, infatti la biodiversità della Pianura Padana trova nelle zone umide, ancora ben conservate, vere e proprie “isole rifugio” per la flora e per la fauna.

 

 

ITINERARI

 

Gli itinerari ciclabili proposti sono sette, come i colori dell’arcobaleno, identificati da Nord a Sud, all’interno del territorio del Parco Adda Sud su  entrambe le sponde Non presentano difficoltà particolari e sono individuati su strade sterrate, asfaltate e tratti di sentiero. Si è cercato di evitare le arterie ad alta percorrenza anche se inevitabilmente qualche breve tratto prevede passaggi obbligati su tali vie di comunicazione. Sono alla portata di tutti i cicloturisti con un minimo di esperienza e in grado di percorrere distanze dell’ordine dei 30 chilometri con biciclette adatte a fuori strada non particolarmente impegnativi. GLi itinerari sono collegati tra di loro avendo in comune i ponti sul fiume Adda per cui è possibile sbizzarrirsi collegando tra di loro più itinerari e percorrendo distanze superiori a quelle previste in ogni percorso. Volendo, per i più capaci, è possibile percorrere tutta l’estensione del Parco Adda Sud transitando su entrambe le sponde del fiume per un totale di oltre km 200 di piste ciclabili. L’ambiente che ospita i sette percorsi dell’arcobaleno è il tratto planiziale dell’Adda, grande fiume ricco di storia e con un rapporto strettissimo con le attività dell’uomo nel corso dei secoli. Infatti le terre disegnate dalle divagazioni dell’Adda presentano, sia in sponda lodigiana che cremonese, i segni del lavoro dell’uomo che nelle aree fertili perifluviali ha sviluppato un’attività agricola fiorentissima, sicuramente la più produttiva sul suolo italiano, conquistando aree coltivabili a discapito delle vaste paludi che anticamente erano identificate con il Lago Gerundo dimora del mitico e leggendario drago Tarantasio.Viaggiando a ritroso nel tempo e cercando di immaginare cosa dovesse essere il paesaggio all’epoca delle grandi paludi, è possibile ritrovare testimonianze di quei tempi remoti osservando, pedalando tra campi squadrati e livellati, le ormai ridotte zone umide abitate da canne palustri e da avifauna acquatica, oppure i piccoli santuari religiosi, punti di preghiera per i viandanti che, a ridosso di fonti d’acqua spontanee, testimoniano il senso di rispetto che scaturiva dal potere taumaturgico dell’acqua e dei fenomeni (ad esempio le nebbie) ad essa collegati. Durante i percorsi potranno balzare all’occhio insediamenti umani costruiti sulla sommità di terrazzi o alture che spiegano la necessità, da parte degli uomini che vissero vicino al fiume, di elevarsi sopra le paludi e proteggersi dalle frequenti esondazioni del fiume Adda, quindi, a fondamento del lavoro dell’uomo, delle espressioni di religiosità contadina ma anche, solcando profondamente il terreno con il suo scorrere tra meandri sinuosi, linea di confine tra comuni, signorie e stati spesso nemici. Per questa ragione il suo corso è costellato da rocche e castelli che ritroviamo in ogni centro abitato perifluviale e che, in molti casi, furono teatro di importanti battaglie. Infine, accanto alle realtà naturali, agricole, religiose e storiche che gl’itinerari propongono, non vanno dimenticati gli esempi dell’ingegno dell’uomo, quali le opere idrauliche dei canali d’irrigazione Muzza e Vacchelli oppure i semplici, ma per questo non meno geniali, fontanili e prati marcitori che permisero di sfruttare l’acqua affiorante per le produzioni foraggere.

  

 

.. e ancora altri percorsi con la bicicletta tra natura, storia e tradizione. 

 

Informazioni turistiche    

  • Il parco offre la possibilità di servizio guida per tutti gli itinerari contattando preventivamente i suoi uffici