Archeologia rurale e industriale

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Archeologia rurale e industriale

Molte sono le testimonianze materiali legate al mondo del lavoro: antiche cascine, mulini, fabbriche, villaggi operai, centrali elettriche, musei di oggetti e strumenti del lavoro da visitare e apprezzare alla stessa stregua delle ben più note e celebrate opere del nostro "patrimonio artistico". Testimonianze specifiche, strettamente legate alla complessità e al susseguirsi degli eventi storici e alla morfologia del territorio. L’architettura colonica rurale è un aspetto ancora presente nel paesaggio della Bassa. Si potranno facilmente scorgere cascine, corti e case padronali che stupiscono per la grandiosità spesso monumentale, come la Cascina Superba detta anche “Faretta” a Fara Olivana o la Cascina Ravaiola ad Arzago, spesso modificate per l’esigenza dei tempi, ma che rimangono ancora chiave di lettura dell’evoluzione dei territorio. La nascita delle iniziative di raccolta di oggetti della vita e del lavoro contadino nasce a metà degli anni '60, probabilmente dovuta proprio all'assistere di un repentino processo di trasformazione del territorio. Infatti, proprio in quegli anni si assistette al retrocedere della campagna a favore dell'industria e dell'espansione urbanistica. Scomparivano così elementi secolari del paesaggio agricolo, come i filari di Gelsi (i "murù"), si abbandonavano cascine e mulini, ma anche attrezzi, parole e segni. Divenne quindi un'esigenza poter custodire questa "cultura materiale e intangibile". Nell'area lungo il fiume Adda il passaggio tra l'industria "domestica" e quella capitalista avvenne, rispetto al resto del territorio, con precocità, dovuta alla presenza di abbondanti risorse energetiche, boschi e corsi d'acqua. A nord del corso del fiume si stabilirono opifici e industrie cotoniere che per il processo di trasformazione della materia prima richiedevano  energia elettrica.

L’Adda, che già molto tempo prima aveva destato l'interesse di Leonardo da Vinci, è un fiume veemente che permise tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900 la costruzioni di centrali: Bertini, Esterle, Taccani, Crespi, Rusca etc. Centrali che ancora oggi affascinano per lo stile con cui vennero progettate e costruite; come quello Rinascimentale, impreziosito da ferri battuti in stile Liberty, della bella Centrale Taccani costruita dall'ing. Moretti, con riferimenti dell'architettura monumentale antica mescolata a motivi modernisti, senza lasciare nulla al caso e senza modificare la suggestione del meraviglioso contesto ambientale e storico dell'area. Le centrali contengono complessi di turbine ( Riva Monneret & C. di Milano) di grande ingegno e bellezza. Pensate che le turbine della centrale Bertini erano seconde solo a quelle delle cascate del Niagara. Percorrendo la strada lungo il fiume si potranno ammirare da vicino le opere idrauliche messe in atto per lo sfruttamento delle acque. Da Trezzo, passando dall'altra sponda del fiume, ci sono la fabbrica e il Villaggio operaio di Crespi D'Adda, dal 1995 patrimoni dell’umanità dell’Unesco, monumento esemplare di archeologia industriale; una visita indispensabile per respirare l'aria della prima cultura industriale italiana.