Fortificazioni e dimore antiche

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Fortificazioni e dimore antiche

Affresco, scene di caccia, castello di Malpaga

In genere quando si pensa alla pianura lombarda vengono in mente immagini pittoresche di paesaggi ovattati da fitti banchi di nebbia; ma se si osserva meglio, al suo diradarsi si vedranno apparire in aperta campagna e nei centri storici imponenti e suggestive fortificazioni, dimore di grandi condottieri, luoghi di prigionia o di battaglie, luoghi di cultura e di leggende, intrighi e amori. La cosa non deve sorprendere: per secoli i territori di cui parliamo sono stati terre di passaggio e congiunzione tra diverse aree culturali e commerciali. Ambìti luoghi le cui città si dovevano difendere con rocche, fortezze, torri d’avvistamento, mura e fossati. Tante meraviglie, più o meno conservate, sono giunte fino a noi; alcune ridotte a ruderi, ma non per questo meno affascinanti;  altre ancora incorporate nel corso della storia in palazzi, nuclei abitativi e cascine.

Ecco alcuni esempi.

Lungo il fiume Serio, si erge il ben conservato castello di Malpaga residenza del grande condottiero Bartolomeo Colleoni, un maniero trecentesco a pianta quadrata e cortile centrale, con merlature a coda di rondine, ponte levatoio, circondato da un fossato, a cui successivamente furono aggiunti edifici esterni e affreschi cinquecenteschi di scuola fiamminga. Nei pressi di Malpaga troviamo il maniero di Martinengo, la Rocca di Romano di Lombardia, appartenuta al Colleoni, ma costruita dai Visconti tra il ‘200 e il ‘300. Molti furono i castelli costruiti o terminati dalla famiglia dei Visconti; tra i più belli pensiamo al castello Visconteo di Pagazzano ancora oggi circondato da un fossato alimentato da una roggia, con un ponte levatoio verso la campagna tutt’ora funzionante.  E poi il castello di Brignano Gera D’Adda, borgo fortificato trasformato nel Seicento in una ricca residenza di campagna, con aggiunte di fregi, statue, colonne e belvederi in stile barocco. E ancora, l’imponente castello di Cassano la cui immagine si riflette nelle acque del fiume Adda; e l’orgoglioso castello di Trezzo fatto costruire da Bernabò Visconti sulle rovine di un’antica rocca longobarda, considerato ai tempi della sua costruzione uno dei più belli della Lombardia. Oggi rimangono solo dei ruderi, ma il possente Mastio domina ancora il fiume dalla cima di una rupe. Nel cremasco, a Pandino, lo stesso Bernabò fece costruire la sua residenza per la caccia. Dobbiamo pensare infatti che il territorio all’epoca era ancora ricco di boschi prosperi di animali tra cui i lupi che spesso, spinti dalla fame, arrivavano fino alle porte delle città. Sempre nel cremasco, il castello di Soncino appare oggi in tutto il suo splendore, vitale per la difesa del Ducato di Milano grazie alla sua posizione sul fiume Oglio. Gli Sforza ne fecero rafforzare la struttura medioevale che divenne massiccia e imponente con torri quadrate e una rotonda, alte e forti mura merlate, fossato e ponti levatoi. Questi sono solo alcuni esempi dell’enorme patrimonio dei castelli che nel corso della storia venendo meno il loro principale scopo sono stati riconvertiti ad altri usi, con il fine, da non biasimare, di mantenerli in vita (molti oggi ospitano cooperative agricole, sedi di enti, sedi culturali, attività imprenditoriali); quasi sempre cercando riconversioni che non ne reprimessero l’orgogliosa storia secolare. Storia rievocata dalle numerose sagre, feste che ogni anno vengono organizzate da Comuni e associazioni, che aiutano a fuggire da questo tempo così frenetico invitandoci a tuffarci in tempi lontani.