Luoghi della Fede

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Luoghi della Fede

L'ultima cena, opera di Giovan Battista Moroni

Il legame tra uomo e fede sta alle origini di qualsiasi insediamento, un legame che ha segnato in modo particolarmente significativo i luoghi in cui viviamo. Dal profilo di ogni città e paese si innalzano talvolta maestosi, a volta discreti, ma pur sempre solenni campanili, punti di riferimento, oggi come un tempo, quando il suono delle loro campane richiamava i contadini dalle campagne all’imbrunire o quando scandisce ogni momento della vita civile e religiosa. I più attenti si accorgeranno delle differenze dei loro suoni fra un paese e l'altro: erano segnali associati a campane a cui veniva dato il nome di un santo, codificati dalla popolazione e che durano ancora oggi. Ma non solo il suono delle campane è differente; ogni campanile lo è, come in una sorta di competizione, alimentata dall’impulso del più originario e sano spirito di campanilismo. Troviamo campanili alti, altissimi, chi ornato, chi con il tetto a cupola, in cotto o in pietra, con statue e ornamenti. Essi furono costruiti partendo da una profonda e radicata fede, illuminata il più delle volte da parroci di campagna, capaci di creare coesione e guidare l’impegno e la volontà di questa gente. Una traccia di questa volontà non la troviamo solo nei campanili ma anche nelle chiese, nei santuari, negli oratori campestri, in una concentrazione che non ha eguali,  sempre grazie a quella particolare capacità creativa, alla voglia di esprimere e comunicare la propria fede, la propria gioia, speranza, bellezza, dolore e tristezza. Dagli oratori della peste alle molteplici chiese dalle caratteristiche longobarde, romaniche, gotiche, rinascimentali e neoclassiche che svelano al loro interno un percorso d’arte inestimabile, raffigurazioni, pale d’altare, reliquie, frutto della fede e dell’ingegno raffinato di artisti di fama. Dietro ogni oggetto, ogni ornamento si cela una storia, una tradizione, una verità di fede. Non si hanno notizie certe relative alla diffusione del cristianesimo nel territorio; la tradizione vuole la pianura già evangelizzata sin dai primi secoli grazie all'opera dei Santi Martiri che attraversarono queste terre. Interessanti ritrovamenti sono stati fatti a Bariano nell'ex convento dei Neveri, probabilmente all'origine una chiesa battesimale, e a Fara Gera d'Adda, dove era presente la "Longobarda Basilica Autarena".

La devozione popolare era rivolta ai Santi e ai Martiri, le cui radici sono da ricercare nella venerazione delle reliquie. Il culto più diffuso è quello della Vergine Maria Madre di Dio; al suo nome sono legate diverse chiese, proprio perché forte era l'esigenza dei ceti meno abbienti di riferimenti vicini alla quotidianità e all'umiltà delle loro condizioni. A Lei sono dedicate edicole votive, segni semplici come dipinti murali o formelle in basso rilievo spesso messe a ricordo o a indicazioni di luoghi dove sono avvenuti fatti prodigiosi; oppure messe a ringraziamento di uno scampato pericolo, una guarigione o una grazia. La profonda devozione portò anche, tra il XV e il XVII secolo, alla costruzione di grandi e importanti santuari e chiese parrocchiali, come il Santuario di Nostra Signora della Fontana a Caravaggio, il Santuario di Santa Maria della Croce a Crema, il Santuario della Beata Vergine del Rosario ad Antegnate, e tante altre ancora. Molteplici sono i luoghi che andrebbero menzionati.